venerdì 26 luglio 2019

Il lessico parlamentare di Aldo Moro

Aldo Moro (Maglie 1916 - Roma 1978) fu uno dei fondatori della Democrazia Cristiana e rappresentante all’Assemblea Costituente come membro della Commissione dei 75 che elaborò la prima bozza della Costituzione italiana. Fu eletto alla Camera dei deputati dalla I alla VII legislatura.

Aldo Moro fu sottosegretario agli Esteri già nel V Governo De Gasperi (23 maggio 1948 - 27 gennaio 1950) e più volte Ministro fino alla Presidenza del Consiglio dei Ministri in tre governi consecutivi, dal 4 dicembre 1963 al 24 giugno 1968 e poi successivamente con altri due governi dal 23 novembre 1974 al 29 luglio 1976.

Dal marzo 1959 al gennaio 1964 fu segretario nazionale della Democrazia Cristiana e da questa posizione preparò l’alleanza tra il mondo cattolico e i socialisti di Pietro Nenni, in stretta collaborazione con Amintore Fanfani che il 26 luglio 1960 prese le redini del suo terzo governo nato dopo le dimissioni di Tambroni. Con la loro efficace opera di mediazione, dopo il Congresso democristiano di Napoli del 1962, il partito si convinse ad avviarsi verso quello che sarà poi noto come il centro-sinistra “organico” che Moro stesso presenterà con il suo I Governo del 4 dicembre 1963.

Da questo momento, con una prudente opera di mediazione, prima come presidente del Consiglio dei ministri e poi, dal 1975, come presidente del Consiglio Nazionale del partito, diede vita a quella “strategie dell’attenzione” che puntava al coinvolgimento del Partito Comunista e soprattutto delle forze sociali che si riconoscevano nella proposta politica di Luigi Berlinguer.

Questo processo di avvicinamento tra Democrazia Cristiana e Partito Comunista avrebbe dovuto realizzarsi con il IV Governo Andreotti che si formò l’11 marzo 1978. Il 16 marzo, nello stesso giorno in cui si doveva votare la fiducia alla Camera dei deputati, un’ora prima dell’apertura della seduta, le Brigate Rosse rapirono Aldo Moro in via Fani, a Roma, e uccisero i cinque uomini della sua scorta.

Dopo 55 giorni di prigionia, il 9 maggio 1978, il corpo di Aldo Moro fu rinvenuto in un’automobile in via Caetani, in pieno centro di Roma [1].

Il lessico di Aldo Moro è stato spesso preso come esempio del “politichese” tipico della Prima Repubblica, quel linguaggio ricercato, oscuro, evasivo, ricco di termini specialistici, astrazioni e tautologie che contribuì ad allontanare gli elettori dai partiti e dall’impegno politico favorendo la dissoluzione dei partiti tradizionali [2].

La maggiore studiosa del linguaggio politico di Moro, Paola Desideri, ha già ampiamente dimostrato come nei suoi discorsi Aldo Moro facesse ricorso a “opzioni lessicali molto selezionate, acute, estremamente meditate, tanto da indurre lo statista in innumerevoli occasioni enunciative a discettare metalinguisticamente sul significato contestuale delle espressioni adottate” [3]. Insomma, da esperto docente universitario di Diritto penale quale era, l’oratore dedicava un’attenzione meticolosa al linguaggio adottato e ai suoi meccanismi retorici con la chiara intenzione di favorire l’esposizione e l’argomentazione tenendo conto del contesto, l’aula parlamentare, e dei suoi destinatari, i deputati.

Nella vulgata giornalistica dell’oscurità del linguaggio di Moro c’è molta mitologia. Se osserviamo l’indice Gulpease [4] di leggibilità dei suoi discorsi (pari a 43,1 su un massimo di 100) e lo confrontiamo con quello dei trenta leader del corpus LP4, possiamo vedere come non vi siano differenze così marcate con altri leader suoi contemporanei, come Spadolini (43,4), Andreotti (44,2), Fanfani (44,4). Tra tutti, Cossiga presenta il valore di leggibilità più basso (41,4). Gli stessi leader della Seconda Repubblica, come Berlusconi (46,3) e Bossi (47,1), non sono così distanti. L’unico a distaccarsi nettamente è Bersani (55,5).

(Cliccare sull'immagine per ingrandire)



Rispetto a questi valori è necessario tenere presente che gli autori del Gulpease individuano tra 40 e 60 la soglia di leggibilità “facile” per lettori dotati di un livello di istruzione di scuola superiore. Ma poi il salto è subito notevole per i lettori con licenza media che trovano difficile comprendere un testo con un valore di leggibilità tra 50 e 60; molto difficile tra 35 e 50. Per un lettore con licenza elementare sotto il valore di 55 il testo è quasi incomprensibile. Su questo si potrebbero fare molte considerazioni che riguardano il linguaggio dei politici in generale, ma per gli approfondimenti è sicuramente preferibile rifarsi al dibattito specialistico sul tema [cfr. 4].

Con riferimento ai contenuti e alle forme linguistiche vere e proprie, quello che caratterizza il lessico di Aldo Moro è “il grigio linguaggio della mediazione”, messo in evidenza nel titolo di un articolo di Tullio De Mauro apparso su Paese Sera del 17 marzo 1978, ma anche il raffinato linguaggio di un intellettuale che ha operato con la massima dedizione per ampliare la base democratica delle istituzioni politiche italiane.

Credo che sia il caso di chiarire subito che la famosa locuzione “convergenze parallele” non è mai stata pronunciata da Aldo Moro [5], sebbene il concetto che essa sottende sia stato effettivamente enunciato nel suo intervento al Congresso della Democrazia Cristiana del 1959 durante il quale fu eletto segretario nazionale. Queste furono le parole di Moro:
 “in tale direttrice diviene indispensabile progettare convergenze di lungo periodo con le sinistre, pur rifiutando il totalitarismo comunista”. 
Fu poi Eugenio Scalfari, in un suo articolo su L’Espresso del 24 luglio 1960 (pagg. 6-7) a fissare definitivamente la formula nella memoria degli italiani: 
“Il capolavoro di Aldo Moro, che corona sedici mesi di permanenza alla segreteria politica della DC, è una definizione di due parole «convergenze parallele». Con questa trovata linguistica, che a molti è sembrata una cineseria, Moro è riuscito a realizzare un miracolo al quale nel suo partito non credeva più nessuno: quello di ricostituire in Parlamento la tradizionale maggioranza tra i quattro partiti del vecchio centro democratico. Le convergenze parallele hanno soddisfatto tutti”.
Lo stesso Moro, intervenendo alla Camera dei deputati, nella seduta del 12 luglio 1961 in cui si votava una mozione di sfiducia di Pietro Nenni sul III Governo Fanfani, ricorda questo episodio:
“E’ nato così un governo di convergenza democratica, invece che un governo di coalizione. Una formula, quella della convergenza, sulla quale si è discusso lungamente, sulla quale si è anche ironizzato da varie parti”. (Atti parlamentari, Leg. III, sed. 476, pag. 22983).
Nei prospetti che seguono, l’analisi del lessico di Aldo Moro è suffragata da evidenze lessicometriche che non sostituiscono le analisi qualitative dei linguisti e di alcuni commentatori più attenti, ma piuttosto le integra e forse suggerisce qualche nuova pista di ricerca e anche (lo dico con umiltà) qualche correzione di tiro.

Il sub-corpus di Aldo Moro nel corpus LP4 è costituito di 49 interventi dalla I alla VII legislatura per un totale di 261.726 occorrenze e 16.160 parole distinte.

Nell’analisi del lessico di un autore è sempre importante individuare le parole che egli nei suoi discorsi sovra-utilizza o sotto-utilizza rispetto ad altri autori con i quali può essere messo a confronto. Nel nostro caso il confronto è effettuato con gli altri leader del corpus. Ecco quindi che con una procedura statistica di estrazione delle parole specifiche (test della ipergeometrica) si costruisce un lessico numericamente inferiore al complesso delle parole diverse utilizzate (16.160) ma tutte aventi una probabilità inferiore a 1 su 1000 di essere state scelte come evento casuale.

Il vocabolario delle parole specifiche sovra—utilizzato secondo questo criterio - è rappresentato da 1.120 parole. Se escludiamo le parole grammaticali o funzionali (quelle che convenzionalmente vengono anche dette “parole vuote”), i numeri e le date, il vocabolario restante contiene 860 forme (compresi i nomi propri, i pronomi e i poliformi) sulle quali si possono compiere delle osservazioni interessanti.

Tab. 1 - Vocabolario delle parole specifiche sovra-utilizzate nel corpus di Aldo Moro.

Dal vocabolario completo della tabella 1 possiamo selezionare alcune delle forme più interessanti tra le prime 50 di ciascuna categoria grammaticale (le forme con categoria ambigua J sono state riclassificate tramite le concordanze). Le forme sono ordinate secondo il rango.

Nomi
Verbi
Aggettivi
Governo
Partiti
sviluppo
problemi
azione
libertà
pace
responsabilità
soluzione
programma
vita
impegno
base
realtà
esigenze
Europa
collaborazione
equilibrio
sicurezza
accordo
rapporti
solidarietà
iniziativa
obiettivi
volontà
attuazione
necessità
significato
processo
attività
quadro

 desidero
 crediamo
 garantire
 assumere
 propone
 rilevare
 ritiene
 intendiamo
 svolgere
 superare
 favorire
 costituisce
 sottolineare
 costituiscono
 confermare
 attuare
 precisare
 offrire
 adottare
 perseguire
 valutare
 promuovere
 provvedere
 corrispondere
 ribadire

 democratica
 possibile
 difficile
 sociale
 internazionale
 comune
 democratico
 economica
 piena
 complesso
 maggiore
 efficace
 essenziale
 fondamentale
 responsabile
 fondamentale
 libera
 necessaria
 pacifica


Nell’elenco, necessariamente incompleto per ragioni di sintesi, si ritrovano tutte le parole della mediazione pragmatica, della modalità fattiva, dell’agire, del fare, della propensione ad affrontare i problemi, a valutarne la complessità, a trovare soluzioni e a perseguire obiettivi.

Se prendiamo in considerazione alcune espressioni specifiche che, per loro natura, sono più dense di significato rispetto alle parole “isolate”, sebbene meno frequenti, queste caratteristiche del lessico di Moro appaiono ancora più evidenti.

Tab. 2 - Espressioni specifiche sovra-utilizzate nel corpus di Aldo Moro.

Tra le più significative in ordine di occorrenza troviamo:



 equilibrio politico
 realtà politica
 azione politica
 linea politica
 area democratica
 politica di stabilizzazione
 pacifica convivenza
 soluzione dei problemi
 soluzione della crisi

 formula di governo
 difesa della libertà
 difesa democratica
 dialettica democratica
 formula politica
 attenta considerazione
 piena consapevolezza
 armonico sviluppo
gestione del potere
 profonda convinzione
 reciproco rispetto
 maggioranza organica
 ispirazione cristiana
 operante solidarietà
 volontà di collaborazione

Infine, l’originalità del lessico di Moro è rappresentata nella tabella 3 in cui sono indicate tutte le espressioni esclusive.

Tab 3 - Espressioni esclusive di Aldo Moro.

Qui si individuano alcune delle locuzioni e dei sintagmi più tipici dell'oratore, sui quali spesso si è anche ironizzato per la loro astrattezza:



 fisionomia politica
 preoccupata attenzione
 utile contatto
 coefficiente essenziale

 feconda convivenza
 generosa dedizione
 ordinato progresso
 positivo apprezzamento

 posizioni differenziate
 riesame critico
 rigoroso accertamento

Nella retorica di Aldo Moro l'utilizzo della metafora è relativamente rara [6]. La presenza di verbi idiomatici o di verbi frasali che danno chiare indicazioni sul linguaggio metaforico è del 2,7 per mille parole: nel corpus LP4 il leader con linguaggio metaforico più spiccato è Pierluigi Bersani, con 6,1 per mille, quello con valori più bassi è Francesco Cossiga con 1,7 per mille. Aldo Moro si colloca quindi tra i leader poco propensi all'utilizzo del linguaggio figurato.

Come si osserva nel prospetto seguente, le forme metaforiche, quando presenti,  sono convenzionali o rituali, tipiche del discorso giuridico e dell'argomentazione astratta.

Tab. 4 - Verbi idiomatici sovra-utilizzati di Aldo Moro - >9 nel corpus - Prob. <0.01

Verbi idiomatici di alta frequenza (lemmi)
Verbi idiomatici di media/bassa frequenza (lemmi)
Verbi idiomatici esclusivi (forme grafiche)
tenere conto (58)
fare riferimento (26)
venire meno (20)
prendere in considerazione (16)
tenere presente (15)

avere presente (19)
mettere in luce (14)
mettere a punto (13)
prendere in esame (6)
perdere di vista (5)
prendere le mosse (5)
fare fede (4)
stare a vedere (3)
farsi valere (3)
fare il punto (3)

è in corsa (1)
abbiamo dalla nostra (1)
avere buone carte (1)
sondare il terreno (1)


Per concludere questa prima riflessione sul lessico parlamentare di Aldo Moro, credo che sia esemplare il giudizio critico espresso da Paola Desideri nel suo intervento al convegno di Napoli dell'Associazione per la Storia della Lingua Italiana del 2014:
“Moro, adottando la retorica della mitigazione, dell'attenuazione, cui spesso sceglierà di fare ricorso specialmente nello spazio formale dell'emiciclo parlamentare per poter affrontare con la freddezza e la ratio necessarie le conflittualità della «nostra democrazia difficile», parlerà di «proporzione», di «disarmonia», di «incoerenza» tra società politica e società civile, all'ascolto della quale negli anni futuri mostrerà fortemente una particolare attitudine”.
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venerdì 21 giugno 2019

Parole che vanno, parole che vengono: progresso, sviluppo e crescita


Prendiamo tre parole del lessico di base: progressosviluppo e crescita. Non sono termini specialistici, sono parole di uso comune [1] che nel contesto comunicativo di un'aula parlamentare e con riferimento al linguaggio di un leader variano nel loro significato (i linguisti parlano di "variazione diafasica").

Non so se l'avete notato, ma di progresso non si parla quasi più Eppure è una bella parola tonda e piena che era ben presente nel vocabolario di De Gasperi, Moro, Saragat, Nenni, Togliatti. Da qualche tempo invece imperversa la crescita. Se volete saperne di più proseguite la lettura. Il post è un po' lungo, ma dovreste almeno arrivare ai grafici per capire il senso di quanto ho ho scritto.

Cominciamo con il mettere a confronto il significato dei tre termini:

progresso è in senso generico l'avanzamento in un fenomeno qualsiasi; in un discorso parlamentare il progresso è di solito socialeeconomicoculturale.
sviluppo è una parola che indica il procedimento con cui si attua un aumento, un accrescimento di qualcosa; anche in questo caso la politica si riferisce allo sviluppo socialeeconomicoculturale oppure allo sviluppo del paese.
crescita è un termine molto simile a sviluppo; oggi in un discorso politico suggerisce immediatamente il senso di crescita economica e in particolare del reddito nazionale in un determinato periodo di tempo.

Dunque si tratta di tre parole che condividono un ampio campo semantico, anche se non si possono definire propriamente dei sinonimi.

Come sono state utilizzate queste parole nei discorsi parlamentari dei leader nel corso di settant'anni, dalla I alla XVI legislatura? La risposta è - almeno in parte - nel grafico seguente (click sull'immagine per ingrandire):


Nel grafico sono rappresentate le frequenze relative in media mobile di ciascuna lessìa. Come si può osservare progresso e crescita hanno andamenti divergenti: progresso è più frequente dal 1957 al 1963, mentre crescita è più frequente dal 1960 al 2011. Anche sviluppo si presenta con una frequenza maggiore dal 1962 al 1966 ma complessivamente conserva un uso più stabile nel corso del tempo.

Questo andamento si conferma anche osservando un corpus linguistico molto più generalizzato e vasto come Italian 2012 di Google Ngram Viewer. Si tratta di una base dati testuali estratti da un campione di libri che, limitatamente al periodo prescelto (1948-2008), conta 28 milioni di occorrenze. Pur tenendo conto del diverso contesto comunicativo, l'andamento è molto simile, soprattutto per progresso e crescita (click sull'immagine per ingrandire).


Si tratta di una indicazione chiara di cambiamento d'uso resa ancora più evidente in associazione con l'aggettivo: progresso economico e crescita economica.



La "specificità diacronica" [2] delle unità lessicali è rappresentata con maggiore precisione in Tabella 1.

Tab. 1 - Specificità diacroniche di alcune parole nel corpus LP secondo gli anni

 Forma
 Occorrenze totali
 Occorrenze nella parte
 Specificità lessicale 
+E10 nella parte
 progresso
 687
 243
 1957 - 1963
 sviluppo
 2.922
 623
 1962 - 1966
 crescita
 659
 657
 1960 - 2011

Le parole sono "specifiche" perché sono sovra-utilizzate (S+) nei periodi indicati. Il valore di E10 equivale a una probabilità quasi nulla (1 su 10.000.000.000) di essere un evento casuale in base al test della ipergeometrica [3]. Per la parola crescita questo è già evidente nella osservazione delle occorrenze, ricorrendo 659 volte dal 1948 al 2011 di cui 657 dal 1960 in poi.

Possiamo ottenere qualche dettaglio in più dal punto di vista semantico osservando alcune delle  "collocazioni"più rilevanti, cioè le espressioni formate da due o più parole associate a ciascuna unità lessicale. Tra parentesi sono riportate le occorrenze nel corpus.

Il progresso è civile (25), democratico (18), economico (77), libero (5), morale (3), politico (3), scientifico (7), sociale (107), tecnico (17), tecnologico (13), umano (7).
Con progresso troviamo anche i seguenti poliformi : forze di p. (10), politica di p. (8), p. del nostro paese (5), p. del paese (6), p. della coscienza democratica (3), p. della nazione (6), p. della società (10), p. nella libertà (4), prospettive di p. (4), volontà di p. (3).

Lo sviluppo è armonico (31), capitalistico (7), civile (39), culturale (5), democratico (81), demografico (3), economico (483), equilibrato (29), futuro (10), generale (7), globale (5), industriale (51), moderno (6), nazionale (11), ordinato (15), pacifico (10), politico (22), produttivistico (5), produttivo (10), programmato (6), scientifico (12), sociale (82), sostenibile (11), spontaneo (10), storico (11), tecnico (9), tecnologico (43).
Con sviluppo troviamo anche i seguenti poliformi (in lemmi): <aiuto allo s.> (47), <meccanismo di s.> (54), <modello di s.> (32), <paese in via di s.> (147), <piano di s.> (48), <processo di s.> (104), <prospettiva di s.> (28), <ritmo di s.> (17), <schema di s.> (11), <strategia di s.> (12), <tasso di s.> (40).

La crescita è bassa (5), civile (4), demografica (4), economica (48), equilibrata (4), industriale (3), occupazionale (2), produttiva (3), rapida (2), reale (3), stabile (7), zero (3).
La crescita è dei consumi (5), dei prezzi (11), del debito (4), del Mezzogiorno (3), del paese (5), del prodotto (10), del prodotto interno lordo (7), del reddito (9), dell'economia (21), dell'Europa (3), dell'Italia (3), dell'occupazione (25), della domanda (7), della produttività (4), della spesa (6), della spesa corrente (3).
Con crescita troviamo anche i seguenti poliformi (in lemmi): <obiettivo di c.> (12), <patto di stabilità e di c.> (3), <processo di c.> (6), <prospettiva di c.> (4), <ritmo di c.> (16), <sostegno alla c.> (4), <tasso di c.> (18).
La crescita senza altre aggettivazioni conta 120 occorrenze circa e quasi tutte sono riferite al prodotto interno lordo o alla crescita economica in generale.

La specificità diacronica è legata anche al "vocabolario specifico" dei leader che  contribuiscono con i loro discorsi e interventi alla sovra-utilizzazione e alla sotto-utilizzazione delle unità lessicali in momenti storici diversi.

I leader che sovra-utilizzano progresso in modo significativo (p<0,001) sono: Alcide De Gasperi, Amintore Fanfani, Aldo Moro, Pietro Nenni, Giuseppe Saragat, Palmiro Togliatti.

I leader che sovra-utilizzano sviluppo in modo significativo (p<0,001) sono: Giuliano Amato, Enrico Berlinguer,  Emma Bonino, Amintore Fanfani, Ugo La Malfa, Aldo Moro, Romano Prodi, Giuseppe Saragat.

I leader che sovra-utilizzano crescita in modo significativo (p<0,001) sono: Giuliano Amato, Silvio Berlusconi, Pier Luigi Bersani, Fausto Bertinotti, Massimo D'Alema, Ciriaco De Mita, Romano Prodi, Giovanni Spadolini, Valter Veltroni.

L'analisi del contesto linguistico locale, cioè delle parole adiacenti a un determinato termine, permette di effettuare dei confronti tra i leader che presentano un sovra-utilizzo significativo. Le citazioni sono state selezionate tramite le "concordanze" rispetto alle parole pivot progresso crescita.

Il contesto linguistico del termine progresso.


Alcide De Gasperi:

[01/06/1948] alla salvezza e al progresso delle classi popolari;
[16/06/1948] hanno fatto passi notevoli sulla via del progresso sociale,
[16/07/1948] senza le organizzazioni dei lavoratori non c' è progresso
[09/04/1949] del progresso morale e della pace tra le classi e tra le nazioni.
[20/07/1949] apportatori del progresso, della libertà, della democrazia
[09/08/1951] amore per la libertà, per il progresso sociale, per la giustizia sociale
[14/02/1950] la Chiesa cattolica è progresso di civiltà.
[07/02/1952] la via del progresso dei popoli e delle classi, 
[28/07/1953] essere programma di lavoro e di progresso sociale
[21/07/1953] possa definirsi programma di rinnovamento e progresso sociale. 
[21/07/1953] risolvere problemi di progresso sociale e di pubblico benessere.
[28/07/1953] per la prosperità economica e il progresso sociale di quel paese. 

Amintore Fanfani:

[26/01/1954] diminuire la miseria, accelerare il progresso  economico nella giustizia.
[26/01/1954] produzione e progresso, solidarietà e giustizia
[06/06/1957] ogni progresso delle forze sinceramente democratiche,
[06/06/1957] la libertà, il progresso e la sicurezza d' Italia.
[09/07/1958]  uniti anche nel progresso economico gli uomini del Mezzogiorno
[09/07/1958] funzione di promotrice del progresso economico del sud,
[13/07/1961] con il progresso della integrazione economica europea,
[02/03/1962] fare sbocciare i fiori della giustizia e del progresso
[19/10/1966] cooperare attivamente al libero progresso di tutti i popoli . 
[10/12/1982] per la pace mondiale e per il progresso dell'umanità
[10/12/1982] delle infrastrutture, del progresso tecnologico

Aldo Moro:

[27/07/1953] parliamo di libertà e di progresso sociale
[10/03/1954] un programma di progresso sociale, di difesa della libertà
[05/08/1960] doverosa azione per l' ordinato progresso della vita sociale.
[05/08/1960] sul cammino dello sviluppo economico e del progresso sociale
[25/01/1963] una battaglia di progresso con strumenti di progresso
[12/12/1963] politica di sviluppo democratico e di progresso sociale nella libertà.
[17/12/1963] della dignità umana e di progresso generale dei cittadini.
[17/12/1963] principi di libertà e di progresso armonico,
[12/03/1965] questa forza di giovinezza e di progresso che è nella società italiana.
[14/05/1965] solidale difesa della libertà, della democrazia e del progresso
[27/071967] sicurezza di lavoro e di progresso sociale.
[31/01/1968] sicura garanzia del libero e giusto progresso al quale aspiriamo.

Pietro Nenni:

[01/04/1950] con le prospettive di progresso, di sicurezza, di indipendenza.
[20/11/1951] la sicurezza di pane e lavoro, sicurezza di progresso.
[07/02/1952] funzione di civiltà e di progresso dell'Europa nel mondo.
[26/06/1957] nella legge della storia e del progresso che chiama i lavoratori
[30/011958] aprire la via al progresso scientifico della produzione e del lavoro.
[15/10/1959] tra progresso e conservazione, tra centro e destra,
[11/07/1961] se un progresso economico non si trasforma in progresso sociale,
[11/07/1961] per attuare una seria e organica politica di progresso.
[13/07/1961] l'impetuoso progresso dei mezzi di produzione,
[06/03/1962] corruzione, fra gli ostacoli maggiori al progresso della democrazia.
[29/08/1968] distensione e progresso di una concezione civile dei rapporti umani,
[24/01/1969] contribuire alla pace, al progresso e alla solidarietà di tutta l' umanità,

Giuseppe Saragat:

[07/06/1957] deve aprire la via a un progresso nella vita del paese,
[07/06/1957] sulla via maestra del progresso sociale e democratico.
[18/07/1958] estendere l'area del progresso, della libertà e della sicurezza
[18/07/1958] l'ascesa delle classi lavoratrici e il progresso civile del paese.
[05/12/1958] progresso dei lavoratori, della democrazia e della patria,
[26/02/1959] il progresso della classe lavoratrice si realizza allargando gradatamente
[07/04/1960] nonostante il progresso della coscienza democratica del paese,
[12/07/1960] soltanto nella democrazia è il progresso operoso,
[04/08/1960] ma soprattutto per il progresso economico e sociale,
[04/08/1960] ai temi di progresso sociale e di rinnovamento nazionale.
[04/08/1960] una politica di lavoro, di democrazia e di progresso sociale
[24/01/1963] i fattori che concorrono al progresso civile della nazione.
[24/01/1963] il progresso economico e il consolidamento delle libere istituzioni
[24/01/1963] un sostanziale progresso nel reddito nazionale,

Palmiro Togliatti:

[12/10/1948] quale è il progresso democratico da farsi in Europa e in Italia,
[10/02/1950] il cammino del progresso e della redenzione sociale
[13/07/1951] quella parte del ceto medio che vuole il progresso sociale,
[03/08/1951] determinati programmi di giustizia e progresso sociale.
[17/10/1952] contributo decisivo che è stato dato al progresso di tutta la umanità.
[17/10/1952] forze di progresso, forze di liberazione, forze di pace.
[08/12/1952] la lampada della libertà, della democrazia, del progresso.
[08/12/1952] la volontà di libertà e progresso della grande maggioranza del popolo.
[17/01/1953] il progresso della coscienza degli uomini e prima di tutto dei lavoratori
[27/07/1953] combattere efficacemente contro la miseria e per il progresso economico.
[29/01/1954] al progresso sociale e al progresso morale.
[29/01/1958] legata al progresso generale dell'istruzione e della ricerca,
[27/02/1959] per la democrazia, per il progresso, per la pace, per il socialismo. 
[15/10/1959] il progresso continuo dei paesi socialisti
[07/04/1960] del progresso scientifico, tecnico e culturale del nostro paese
[12/07/1960] democrazia, di dignità umana, di uguaglianza, di progresso sociale.
[05/03/1962] da un progresso della coscienza democratica delle masse popolari.
[09/07/1963] una politica di progresso, di pace, di pianificazione economica,

Il contesto linguistico del termine crescita.


Giuliano Amato:

[19/01/1988] una reale crescita che anziché rimanere al di sopra del tasso nominale
[19/01/1988] assicurare una crescita reale sia ai salari sia alle pensioni,
[20/07/1988] noi abbiamo ritmi di crescita che, nell'insieme, sono identici
[03/10/1988] la crescita delle spese correnti al netto degli interessi si aggirerebbe
[03/10/1988] un andamento generale di crescita dei tassi americani ed europei
[09/11/1988] da quella per interessi, che hanno tuttora ritmi di  crescita molto elevati
[30/06/1992] della crescita del benessere, dello sviluppo, delle stesse libertà
[30/06/1992] tale azione non dovrà compromettere la crescita dell'economia nazionale
[30/06/1992] dare spazi alla vocazione solidaristica e alla crescita del volontariato,
[04/07/1992] concorrere alla crescita del mondo, di avere più risorse da dare ad esso,
[04/02/1993] i posti di lavoro vengono dalla crescita, dallo sviluppo. doveroso
[27/04/2000] strozzature che rendono la nostra crescita meno potente e meno stabile
[19/04/2000] la crescita dell'Unione Europea è anche condizione di un rapporto

Silvio Berlusconi:

[16/05/1994] è dovuto per frenare la crescita del debito pubblico,
[16/05/1994] uno stimolo alla crescita e alla qualificazione di un'economia sana.
[25/09/2002] c'è un legame tra la crescita del terrorismo e il pericolo
[26/06/2003] rilancio dell'economia reale, della crescita e dell'occupazione
[26/06/2003] rilancio dell'Unione Europea come fattore di crescita e di prosperità.
[14/07/2004] accelerare il suo ritmo di crescita per agganciare la ripresa
[14/07/2004] l'Europa viene spinta verso la crescita zero.
[14/07/2004] per uscire dall'insidia della bassa crescita è necessaria
[14/07/2004] per indurre una crescita significativa di consumi e di investimenti.
[14/07/2004] per favorire la crescita delle piccole e medie imprese,
[24/04/2005] limiti previsti dal patto di stabilità e di crescita ed ha ridotto
[24/04/2005] finanziaria che accompagni i segnali di crescita registrati nel paese.
[29/09/2010] il deficit pubblico non crea crescita, ma solo disuguaglianza
[29/09/2010] che stima una crescita dell'1,2 per cento per il 2010
[29/09/2010] si può aprire una grande stagione di crescita e di riforme
[22/06/2011] riforme di tipo strutturale necessarie ad agganciare la crescita.
[03/08/2011] per la stabilità, per la crescita e per la coesione sociale,
[03/08/2011] ne ha risentito la crescita, da tempo meno intensa

Pier Luigi Bersani:

[21/06/2001 con tassi di crescita attorno al 6-7 per cento annuo,
[17/10/2001] il rischio di non aiutare la  crescita delle imprese di costruzione
[03/06/2002] smettetela di promettere crescita al paese, perché voi la state azzoppando
[19/09/2002] farci assorbire la minor crescita internazionale,
[19/09/2002] sopra la media europea come crescita: andate a controllare i dati del Pil.
[11/11/2002] la sovrastima della crescita, la sottostima dell'inflazione,
[01/08/2006] risanamento, crescita, redistribuzione ed equità.
[16/11/2006] che il Mezzogiorno possa avere una crescita dell'1 per cento circa;
[13/05/2008] che non potrebbe sostenere né crescita né welfare senza l'immigrazione!
[09/10/2008] a fini di sviluppo e di crescita dell'Europa
[13/01/2009] in una situazione comunque di crescita e con manovre procicliche
[13/01/2009] la crescita del fabbisogno si spiega per misure che vi incidono
[29/09/2010] pronunciò una ventina di volte la parola crescita.
[14/12/2010] una grande alleanza per la crescita e il lavoro.
[22/06/2011] perché senza crescita non si può ridurre il debito.
[15/07/2011] è una manovra che non fa niente per la crescita.

Fausto Bertinotti:

[19/05/1994] ma la ripresa e la crescita non sono in grado di prosciugarla
[19/05/1994] dalla ripresa e dalla crescita, cioè saranno indotti da tali processi?
[19/05/1994] non verranno dalla crescita e dalla ristrutturazione,
[16/10/1997] aprire spazi alla crescita di movimenti nella società,
[28/01/1998] delle cause che ostacolano la libera crescita della personalità umana,
[22/07/1998] l'Ocse ci dice che la nostra previsione di crescita è in linea
[22/07/1998] secondo cui la crescita non basta da sola a generare occupazione
[07/07/1999] in Italia la crescita è inchiodata ad un misero 1,3 per cento.
[07/07/1999] alimentare una crescita ed uno sviluppo sostenuti da altri settori
[23/12/1999] lei conta sì su una possibile crescita, peraltro non esaltante,
[28/04/2000] noi confidiamo che una crescita della partecipazione in Italia
[10/10/2002] valorizzazione della crescita e dell'autonomia della magistratura,
[10/10/2002] possibilità di una crescita dello stato di diritto.
[19/02/2002] se raffrontato alla crescita di cultura e di eticità

Massimo D'Alema:

[03/04/1998] sviluppo e di crescita del benessere e dell'occupazione
[07/10/1998] ma anche che gli obiettivi di crescita dell'occupazione
[22/10/1998] vantaggi significativi per la crescita e lo sviluppo.
[22/10/1998] verso il benessere, il progresso e la crescita civile e morale.
[13/01/1999] perseguire l'obiettivo di una crescita non inflazionistica,
[13/01/1999] porre le basi per una crescita equilibrata e non disgiunta dall'equità.
[13/01/1999] ha come obiettivo non la crescita dei profitti
[13/01/1999] dati che indicano una crescita  dei consumi,
[04/05/1999] rivedere al ribasso le proiezioni di crescita per il prodotto del 1999
[06/07/1999] restituire all'economia obiettivi di crescita e di accumulazione.
[06/07/1999] ipotesi di accelerazione della crescita dal 2,2 per cento del 2000
[06/07/1999] a chi è impegnato nella crescita dei figli,
[07/07/1999] è una condizione della crescita e della competizione;
[07/07/1999] contenere la crescita della spesa previdenziale.
[18/12/1999] il tasso tendenziale di crescita dei prezzi al consumo
[22/12/1999] allo standard medio di crescita dell'Europa,
[22/12/1999] assicurando una crescita accelerata al Mezzogiorno.

Ciriaco De Mita:

[31/08/1982] ma ad una crescita complessiva della democrazia in Italia.
[14/12/1982] obiettivo generale della crescita  complessiva del paese.
[10/08/1983] una crisi di crescita e non il riflusso verso un passato non ripetibile.
[10/08/1983] contributo alla difesa e alla crescita  della democrazia italiana.
[19/04/1988] tale disavanzo riduce la capacità di crescita del sistema economico,
[19/04/1988] invece l' impegno per la crescita non effimera dell'occupazione.
[19/04/1988] un arresto della crescita del rapporto tra debito e prodotto nazionale,
[19/04/1988] per invertire l' attuale tendenza di crescita della disoccupazione,
[19/04/1988] insediamento e la crescita delle attività produttive nei diversi settori.
[19/04/1988] obiettivo della crescita occupazionale, specie nel Mezzogiorno,
[21/04/1988] un processo di crescita dei valori all'interno della comunità

Romano Prodi:

[22/05/1996] promuovere la nascita e la crescita di nuove imprese,
[22/05/1996] garantire una forte crescita del numero di laureati.
[11/04/1997] il lento ritmo di crescita è stato il nostro principale nemico.
[11/04/1997] è proprio quello della crescita senza occupazione.
[11/04/1997] coniugare efficienza ed equità, crescita e coesione.
[15/10/1997] si prevede per il 1997 una crescita molto bassa, troppo bassa;
[22/07/1998] prospettive di crescita prolungata della domanda finale.
[22/07/1998] la riduzione della crescita tendenziale delle spese correnti.
[07/10/1998] la sua crescita civile e morale.
[08/10/1998] rallentamenti dei tassi di crescita anche della nostra economia
[08/10/1998] compensare gli effetti della riduzione della crescita sul gettito fiscale.
[16/091999]  una politica attenta alla sostenibilità della crescita e alla piena 
[18/05/2006] alla base della crescita industriale del paese.
[18/05/2006] rafforzare la capacità dei bilanci pubblici di promuovere la crescita.
[23/05/2006] vogliamo che il paese faccia un salto in avanti nella crescita e nell'equità.
[28/09/2006] ma per assicurare la crescita e la prosperità del paese,
[02/03/2007] il cammino della crescita, il cammino della produttività,
[22/01/2008] la nostra crescita si attesta sui livelli massimi del nostro ultimo decennio

Giovanni Spadolini:

[11/07/1981] le legittime aspettative di crescita dei paesi emergenti.
[26/04/1982] ai fini della crescita e del risanamento economico,
[26/04/1982] una crescita destabilizzante della spesa per interessi.
[26/04/1982] dati che indicano una forte crescita delle importazioni
[23/06/1982] e una crescita del reddito nazionale che tendenzialmente
[23/06/1982] il limite massimo alla crescita del costo del lavoro
[23/06/1982] anche l' obiettivo di crescita  del reddito nazionale
[23/06/1982] caratterizzato da una crescita degli impegni di spesa,
[23/06/1982] che non implichino una crescita del credito totale interno
[23/06/1982] che si riflettono in una crescita abnorme dei livelli di disoccupazione,
[30/08/1982] legati alla pur fisiologica crescita  della società italiana
[30/08/1982] all' obiettivo di mantenere la crescita dei prezzi
[02/09/1982] minato dalla crescita incontenibile del disavanzo pubblico
[27/02/1985] collegamento tra la crescita delle armi e quella del livello culturale,

Valter Veltroni:

[23/07/1990] che concerne la qualità della crescita dell'economia e del mercato
[26/10/1994] la crescita naturale di una tecnologia che non può che essere aperta
[26/10/1994] può aiutare la crescita della fantasia e della capacità di immaginazione
[26/10/1994] la politica rinunciò ad armonizzare la crescita in un comparto decisivo
[10/02/1999] sarebbe occasione di crescita e di arricchimento reciproco.
[28/04/2000] la crescita rapida e continua dell'astensionismo è l'espressione
[28/04/2000] rimettere stabilmente in moto la crescita e creare nuovo lavoro.
[26/07/2000] favorendo la crescita di rapporti non solo economici, ma anche politici
[19/11/2008] una previsione di crescita del prodotto interno lordo,
[19/11/2008] introdurre degli elementi di crescita urgenti e necessari,
[19/11/2008] indicatore fondamentale della crescita del prodotto interno lordo
[19/11/2008] dentro una strategia di sostegno alla crescita e allo sviluppo
[14/09/2011] l'Italia ha bisogno di crescita, di innovazione, di tecnologia,
[19/09/2011] una grande alleanza dei produttori per la crescita e l'equità.


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