giovedì 23 luglio 2026

Come parla il Campo largo ... in Parlamento

La campagna elettorale del 2027 è ufficialmente aperta. Mentre continuano le manovre di costruzione del Campo largo che, dopo la manifestazione dell'8 luglio in piazza del Gesù a Napoli, è sempre più sconnesso e frastagliato, proviamo a osservare il lessico utilizzato dai leader più rappresentativi nei loro discorsi in Parlamento durante la XIX legislatura. 

In vista di un'eventuale coalizione di sinistra-centro è inevitabile, anche se non del tutto scontato, includere Angelo Bonelli, Nicola Fratoianni, Elly Schlein e Giuseppe Conte. In una prospettiva di centro-sinistra, tuttavia, non si possono escludere Carlo Calenda e Matteo Renzi, sebbene entrambi siano stati, a fasi alterne, respinti dai potenziali alleati oppure si siano autoesclusi per propria scelta.

Insomma i contorni sono ancora indefiniti e quindi è interessante mettere a confronto ciò che i leader dicono in Parlamento, i temi che prediligono e il lessico cui attingono. I discorsi parlamentari non sono certo rappresentativi dell'intera propaganda politica, che si esprime nelle pratiche comunicative quotidiane attraverso dichiarazioni estemporanee, interviste, lettere ai giornali, comizi e interventi sui social media. Tuttavia, proprio per il loro carattere ufficiale e per il contesto istituzionale in cui vengono pronunciati, i discorsi parlamentari costituiscono una fonte privilegiata per l'analisi del linguaggio politico, poiché consentono un'osservazione documentata e verificabile.

Il corpus è costituito dai discorsi pronunciati in Aula con riferimento a leggi e decreti, comunicazioni del Governo e mozioni. Sono esclusi gli interventi su emendamenti, le interrogazioni, interpellanze, il question time e gli interventi vari (commemorazioni, ordini del giorno, ecc.). Il periodo di osservazione va dal 26 ottobre 2022 all'11 giugno 2026 sia alla Camera dei deputati (Bonelli, Conte, Fratorianni, Schlein) che al Senato della Repubblica (Calenda e Renzi) per un totale di 341 interventi e 414.608 occorrenze.

Tab. 1 - Caratteristiche lessicometriche del corpus (XIX Legislatura) secondo i leader.

Leader

Forme grafiche

Occorrenze

Type/Token ratio

Interventi in Aula

Angelo Bonelli

11.061115.2619,59%93

Carlo Calenda

5.60232.79717,08%40

Giuseppe Conte

7.84549.56815,83%47

Nicola Fratoianni

8.53079.70310,70%62

Matteo Renzi

8.56071.99911,89%55

Elly Schlein

8.23965.28012,62%44

Per identificare la convergenza sui temi comuni e la divergenza di interpretazioni di essi tra i leader ho scelto di utilizzare il modello di analisi multidimensionale ALCESTE, sviluppato da Max Reinert negli anni '90 del secolo scorso e oggi disponibile con il software IRaMuTeQ [1]. Si tratta di una tecnica di classificazione automatica dei testi che permette di individuare i principali temi presenti in un insieme di documenti. Il procedimento consiste nel suddividere il corpus testuale in brevi segmenti e nell'analizzare quali parole tendono a comparire insieme con maggiore frequenza. Sulla base di queste co-occorrenze, il software raggruppa i segmenti di testo in diverse classi lessicali, cioè insiemi di frasi, paragrafi o pezzi di testo (chunks) che condividono un vocabolario simile e che, di norma, corrispondono a uno stesso argomento o registro linguistico.

Il risultato finale è una classificazione ottenuta attraverso una procedura statistica che consente di esplorare grandi quantità di documenti in modo sistematico, mettendo in evidenza le principali strutture tematiche e linguistiche senza partire da categorie prestabilite. Secondo Reinert l'algoritmo porta ad una rappresentazione di "mondi lessicali" che danno forma ai diversi punti di vista nei quali si possono esprimere i contenuti di testi complessi a partire dalla loro struttura sintagmatica e che - proprio per il ripetersi delle connessioni tra le unità lessicali - permettono di ricostruire o "scoprire" modelli di senso. 

I parametri di applicazione del Metodo di classificazione di Reinert al corpus sono i seguenti: 341 testi; 11.841 segmenti; 21.586 forme attive; 3.474 forme con frequenza > 7; 35,08 forme in media per segmento; 7 classi; 11.728 segmenti classificati su 11.841 (99,05%).

Il dendrogramma seguente (Fig. 1) rappresenta graficamente il risultato della classificazione gerarchica discendente, il procedimento statistico alla base del metodo ALCESTE. L'algoritmo parte dall'insieme di tutti i segmenti di testo e li suddivide progressivamente in gruppi sempre più omogenei dal punto di vista del vocabolario utilizzato. A ogni passaggio, la suddivisione è effettuata in modo da massimizzare le differenze lessicali tra i gruppi e, allo stesso tempo, rendere il più possibile simili i segmenti all'interno di ciascun gruppo. Il processo prosegue fino a ottenere un numero di classi sufficientemente stabili e ben differenziate. Il dendrogramma mostra proprio questa successione di suddivisioni, consentendo di osservare come le diverse classi si siano formate e quali relazioni mantengano tra loro.

Fig. 1 - Dendogramma delle classi estratte con il Metodo di Reinert.


Come si può osservare, il primo gruppo che si viene a formare è suddiviso in due classi distinte: la classe 3 , nella quale sono rappresentati i temi principali di politica sociale (sanità, lavoratori e lavoratrici, giovani, salario minimo, tasse, stipendi, pensioni, tagli alla spesa pubblica) e la classe 4 che identifica le politiche energetiche (gas, transizione ecologica, fonti rinnovabili, crisi climatica e extraprofitti). 

Il secondo gruppo si suddivide a sua volta in due sottogruppi principali: al centro vi sono le due classi tematiche sulla guerra: la classe 5 (Gaza, Israele, Palestina, Netanyahu, Hamas, genocidio, violazione, diritto internazionale, ostaggi) e la classe 6 (Ucraina, pace, guerra, Trump, Putin, Europa, Russia, escalation, diplomatica). 

Il terzo gruppo rappresenta i temi più specifici dei rapporti in aula tra maggioranza e opposizione: la classe 2 con la polemica tra esponenti politici e schieramenti (Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, Salvini, Lega, sinistra, destra, Fratelli d'Italia, partito, Mes, elezioni,  campagna elettorale, immigrazione); la classe 7, in cui emergono riferimenti residuali alle dinamiche di discussione in Aula (signor presidente, Ministro, colleghe, colleghi, Parlamento, maggioranza, opposizione, dibattito, mozione); la classe 1 con i temi che riguardano la giustizia e la magistratura (separazione delle carriere, mafia, giudici, Nordio, magistrati, intercettazioni, Costituzione, riforma).

Le classi si possono rappresentare nello spazio multidimensionale con una visualizzazione sugli assi fattoriali dei profili delle classi, tramite una applicazione di analisi fattoriale delle corrispondenze alla  tabella di contingenza che incrocia le forme grafiche con le classi assegnate dalla classificazione gerarchica discendente (Fig. 2). Il primo piano fattoriale formato dagli assi 1 e 2 spiega il 45,74% della variabilità complessiva della tabella (cliccare sull'immagine per ingrandire).

Fig. 2 - Analisi fattoriale delle corrispondenze del corpus Campo largo sulla matrice forme grafiche per classi: piano fattoriale degli assi 1 e 2. 

Come è stato già evidenziato dal dendogramma della Fig. 1, il tema della guerra nel III quadrante è ben suddiviso tra le due classi, con poche sovrapposizioni tra le forme e quindi, per estensione, tra gli argomenti. Lo stesso accade con le classi rappresentate nel IV quadrante, in cui sono rappresentate le politiche sociali ed energetico-ambientali. Invece le dinamiche d'Aula in cui si esprime più propriamente il confronto/scontro tra maggioranza e opposizione si intersecano in più punti.  

Nella Tab 2 per ciascuna classe estratta sono indicati i leader che per il loro lessico hanno contribuito in modo significativo alla formazione della classe stessa. Le differenze sono evidenti e riproducono gli orientamenti politici e le priorità di scelta di ciascun leader.

Tab. 2 - Classi estratte e posizionamento significativo del lessico dei leader 

Classi

Leader

chi2 p ≺ 0,0001)

3 - Politiche sociali

Schlein

Conte

250,222

97,941

4 - Politiche energetiche e ambientali 

Bonelli

2.178,215

5 - Striscia di Gaza, Israele e guerra in Medio Oriente

Fratoianni

Schlein

302,450

64,668

6 - Guerra in Ucraina

Fratoianni

Calenda

385,248

46,947

2 - Scontro polemico tra i leader di opposizione e il Governo di Giorgia Meloni

Renzi

Conte

Calenda

505,447

54,753

16,570

7 - Dinamiche d’Aula e rapporti tra maggioranza e opposizione

Renzi

Fratoianni

65,892

28,473

1 - Giustizia e magistratura

Renzi

106,374



Il lessico di Angelo Bonelli caratterizza da solo la maggior parte dei segmenti di testo inclusi nella Classe 4, in cui troviamo i temi della difesa dell’ambiente e delle fonti energetiche. Ben distinto da questo e con una collocazione opposta troviamo la Classe 1 dedicata ai temi della giustizia e della magistratura, che svolgono un ruolo dominante negli interventi di Matteo Renzi.

In seconda battuta si evidenzia la contrapposizione tra le classi tematiche 4 e 3 (le politiche sociali e ambientali) e le classi 5 e 6 (i conflitti bellici e il riarmo). In questo ambito si distinguono Elly Schlein e Giuseppe Conte rispetto ai temi che riguardano i salari, il lavoro, l’occupazione e le diseguaglianze sociali.

Il lessico di Nicola Fratoianni è significativamente presente nelle Classi 5 e 6 in cui sono stati classificati distintamente i segmenti di testo dedicati al tema della guerra, sia in Ucraina che nella Striscia di Gaza.

Fratoianni condivide il tema della guerra in Ucraina e i suoi risvolti nella politica europea con Carlo Calenda, ma tra i due si manifesta una differenza sostanziale: quest’ultimo si esprime per un appoggio incondizionato alle forniture di armi agli ucraini e al riarmo difensivo dei Paesi europei, mentre Fratoianni predilige il percorso diplomatico e l’opzione pacifista ostile all’incremento dei finanziamenti alla Nato.

Nicola Fratoianni nei suoi interventi si associa anche a Elly Schlein sui temi dell'attacco di Israele nella Striscia di Gaza e sul genocidio in Palestina.

Matteo Renzi, Giuseppe Conte e Carlo Calenda condividono anche la predilezione per il confronto e scontro polemico con il Governo e la presidente del Consiglio dei ministri della Classe 2. Va detto che in questo ambito ritroviamo le espressioni più forti e ostili dell’opposizione verso Giorgia Meloni e le sue scelte politiche.

La Classe 7 identifica una classe residuale nella quale troviamo il lessico tipico dei rituali parlamentari e le forme di cortesia utilizzate nei dibattiti in Aula. 

Il risultato di sintesi della classificazione dei segmenti di testo e le marcature più significative del lessico dei leader rispetto ai diversi temi individuati presenta un quadro complessivo con molte sfumature e divergenze rispetto alle priorità da inserire in un eventuale programma politico del Campo largo e dei suoi alleati. Oltre a quello che la classificazione mette in evidenza si deve osservare attentamente anche ciò che lascia in disparte: Elly Schlein espone con forza la sua posizione sull’aggressione di Israele a Gaza, ma trascura i temi del riarmo e l’attacco russo in Ucraina. Giuseppe Conte evita, in generale, i temi della guerra, ma è molto attento a sottolineare in ogni momento le scelte identitarie del MoVimento Cinque Stelle (cosa che invece non fa convintamente Elly Schlein con il Partito democratico). 
Nicola Fratoianni e Angelo Bonelli presidiano attentamente i temi privilegiati (e accuratamente suddivisi nei loro interventi) di Alleanza dei Verdi e Sinistra, mentre Matteo Renzi e Carlo Calenda si presentano come battitori liberi e indipendenti, quasi totalmente sganciati dai loro partiti di riferimento. 

L'uso dei pronomi personali (io e noi) e degli allocutivi (lei e voi) rappresentano un modo per mettere in evidenza le modalità diverse in cui i leader rappresentano se stessi nel confronto parlamentare tra opposizione e maggioranza (Tab. 3) [2]. 

Matteo Renzi nei suoi interventi tende sempre a stabilire un rapporto diretto tra se stesso e la presidente del Consiglio oppure con l'interlocutore presente in aula a seconda dell'occasione (ministro o sottosegretario). L'uso che Renzi fa del pronome di prima persona singolare, peraltro non richiesto sintatticamente dalla lingua italiana, è decisamente poco consueto in un discorso istituzionale e, con un'incidenza di 41,67 per 10.000 occorrenze, è complessivamente il più frequente nei discorsi parlamentari da me analizzati (compresi quelli della Prima e Seconda Repubblica). La stessa Giorgia Meloni nei suoi discorsi presenta un'incidenza di 31,50 (già molto elevata anche rispetto a Alcide De Gasperi e Giorgio Almirante, pari a 26,27 e 25,86). Per offrire un ulteriore termine di confronto posso ricordare l'incidenza di Silvio Berlusconi, che utilizza il pronome io molto raramente nonostante la sua forte propensione alla personalizzazione della leadership (4,02).

Tab. 3 - Pronomi personali di prima persona singolare e plurale e pronomi allocutivi 

(incidenza per 10.000 occorrenze)


Leader

io

lei

noi

voi

Angelo Bonelli

17,09

51,18

44,68

26,98

Carlo Calenda

31,41

25,31

36,64

14,94

Giuseppe Conte

17,15

56,29

45,19

21,38

Nicola Fratoianni

13,56

27,98

26,34

23,84

Matteo Renzi

41,67

58,47

46,68

23,47

Elly Schlein

4,29

26,50

33,55

27,27


La presenza del lei allocutivo, tipico nel registro linguistico parlamentare di formalità medio-alta, è significativa anche in Giuseppe Conte e Angelo Bonelli, mentre è singolarmente bassa in Elly Schlein, rafforzando l'ipotesi di una scelta volontaria di sottrarsi all'attacco polemico diretto con la Premier. Il che, tuttavia, potrebbe indebolire le sue potenzialità di leadership del Campo largo rispetto al protagonismo concorrente di Giuseppe Conte. 

L'analisi delle corrispondenze che IRaMuTeQ esegue sui profili lessicali dei discorsi di ciascun leader conferma, complessivamente, la distanza di contenuti tra Fratoianni e Schlein e la polarizzazione che si crea rispetto al lessico di Renzi e di Bonelli. 

Fig. 3 - Analisi fattoriale delle corrispondenze del corpus Campo largo sulla matrice 
forme grafiche per leader: posizionamento dei leader sul piano fattoriale 1 e 2.


Per esaminare in dettaglio le forme lessicali più rilevanti di ciascuna classe individuata dalla procedura ALCESTE, cliccare qui: Lessico del Campo largo.

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Nota

[1] M. Reinert, Un logiciel d'analyse lexicale: Alceste, in "Les Cahiers de l'analyse des données", XI, 4, 1986, pp. 471-84;  J.P. Benzécri et al., L'analyse des données. 2. L'analyse des correspondances, Dunod, Paris, 1973; S. Bolasco, L'analisi automatica dei testi. Fare ricerca con il text mining, Carocci editore, Roma, 2013, in part. pp. 201-204. L'acronimo sta per Analyse des Lexèmes Cooccurrentes dans les Enoncés Simples d'un Texte